DOMENICA DI PENTECOSTE – Lectio Divina

DOMENICA DI PENTECOSTE – Lectio Divina

18 Maggio 2021 0 Di Pasquale Giordano

DOMENICA DI PENTECOSTE 

+ Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 15,26-27; 16,12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 

«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Lo Spirito di verità vi guiderà alla verità tutta intera

Il brano del vangelo di Giovanni è tratto dal discorso di addio o congedo di Gesù. Da una parte si accenna alla sua morte come il compimento della missione ricevuta dal Padre che lo ha inviato nel mondo ma da dove il Figlio deve partire per ritornare a Lui e aprire per noi la via della salvezza. Dall’altra Gesù rivela l’ostilità che i discepoli incontreranno nella loro missione né più e né meno che il loro Maestro. L’odio del mondo è il rifiuto opposto a Dio e al suo amore che giunge fino al punto di eliminare Gesù credendo così di risolvere quello che rappresenta per i peccatori un fastidioso problema. Gesù affronta la morte non con rassegnazione ma nella consapevolezza che l’amore di Dio è più grande del peccato. Con il suo sacrificio sulla croce vuole testimoniare la verità e la fedeltà dell’amore di Dio che non si arrende difronte al peccato ma lo combatte e lo vince con l’amore stesso. 

Nella visione teologica di Giovanni Gesù, innalzato sulla croce, viene intronizzato e diviene Re. La stessa morte coincide con il dono dello Spirito Santo. Dunque, l’evento della Pasqua, che celebriamo liturgicamente nelle feste della Risurrezione, Ascensione al cielo e Pentecoste, è tutto concentrato sulla croce. È da lì che viene lo Spirito Santo perché sulla croce «tutto è compiuto». Lo Spirito Santo conducendo Gesù ad amare i suoi nel mondo fino alla fine, fino alla croce, fa di Lui il testimone dell’amore vero e fedele del Padre. Questa testimonianza avviene nel contesto dell’odio e della persecuzione che condanna Gesù a morte. Odio e persecuzione che provocano in Gesù angoscia ma che, sostenuto dal Paràclito, non lo inducono a fuggire ma ad affrontare l’ora della morte unito fortemente al Padre, certo che non lo abbandonerà nel sepolcro, ma gli farà giustizia. Come Gesù fin dal principio è uno col Padre e questa unità sarà l’arma vincente contro il peccato dell’uomo e la morte che la produce, così i discepoli di Cristo sono uniti a Lui sin dal «principio nuovo», ovvero sin dalla Pasqua. La Chiesa nasce dal costato di Cristo crocifisso! Per i credenti delle generazioni successive a quella degli Apostoli il principio è il battesimo ricevuto, evento nel quale si perpetua quello della Pasqua. Similmente a Gesù che sulla croce, per mezzo dello Spirito, testimonia l’amore del Padre, i battezzati, mediante lo stesso Spirito, diventano testimoni. Anch’essi, in un contesto di odio, rifiuto e resistenza all’amore di Dio, sono chiamati a testimoniare non contro il mondo ma davanti al mondo ostile la «Verità» ricordando, ossia ripetendo, le parole e le azioni di Gesù. La testimonianza dei discepoli non consiste nel fare una relazione storica su Gesù, cioè parlare di lui al passato, ma renderlo presente nell’oggi mediante parole e azioni che rivelano la loro fede, cioè la loro relazione d’amore intima e profonda con Lui come quella che unisce il Figlio al Padre. Il Consolatore da una parte consolida il rapporto unitivo tra Gesù e i discepoli, dall’altro lo rende fecondo facendo di essi suoi testimoni credibili. La testimonianza, operata con parole e gesti d’amore, è l’antidoto al veleno della tristezza e dello scoraggiamento che invece indebolisce i discepoli di Cristo inducendoli ad abbandonare la comunità e Gesù stesso.

Senza lo Spirito Santo non siamo capaci di portare il peso, cioè di essere veri testimoni dell’amore. In ebraico il termine «gloria», «cabod», significa letteralmente «peso». Quindi, Gesù quando usa il verbo «glorificare» intende dare un valore testimoniale alla sua morte nella quale il Padre manifesta nel Crocifisso il suo immenso amore per gli uomini donando per loro il Figlio e facendolo risorgere dai morti; per un altro verso Gesù, salendo volontariamente in croce, glorifica il Padre perché rivela e dona il grande amore di Dio agli uomini. Glorificare è sinonimo di testimoniare e questo diventa possibile solo attraverso lo Spirito Santo, il Paràclito, il Consolatore. Mediante lo «Spirito della verità», i discepoli possono glorificare Dio, cioè testimoniare, rendere visibile, sperimentabile, come Gesù e con Lui, il suo amore vero e fedele. Sulla croce, c’è tutta la verità perché lì c’è tutto l’amore di Dio che in Gesù ha detto e dato tutto. Lo Spirito Santo conduce il discepolo alla croce attraverso la quale ha accesso «alla verità tutta intera». Il Consolatore guida il discepolo a diventare testimone dell’amore di Dio fino a dare la sua vita. Lo Spirito Santo non è semplicemente il surrogato o il sostituto di Gesù ma è Colui che permette all’amore di Dio di compiersi, come si è compiuto in Gesù sulla croce. L’ora della croce ha significato per il discepolo di Gesù il momento della nascita come figlio di Dio che diventa veramente tale quando glorifica Dio nella sua vita, cioè testimonia e rivela attraverso le sue opere buone il volto del Padre. Questo è reso possibile dell’azione dello Spirito Santo che glorifica Gesù. In cosa consiste l’azione glorificante dello Spirito Santo? Consiste nel formare Cristo nel cuore del discepolo in modo da conformarlo a Lui in tutto. Il Paràclito ci guida verso quella intimità divina che unisce il Padre, il Figlio nello Spirito Santo in modo che uno ama l’altro totalmente e reciprocamente. L’amore scambievolmente donato e ricevuto è la verità tutta intera è, per così dire, quella casa in cui ci sono molte dimore che attendono di essere abitate da noi. Lo Spirito Santo non permette solamente di comprendere la verità, il potere dell’amore, ovvero la ragione che ha mosso Dio a donare suo Figlio e Gesù a dare la sua vita sulla croce, ma soprattutto a viverla, a sperimentarla e testimoniarla. L’amore verso il potere porta alla rivalità, all’odio e alla violenza, mentre il potere dell’amore che dal cuore di Dio è riversato nel nostro ci rende testimoni, narratori e dispensatori della Verità che fa liberi.