Vigila sul tuo cuore!

Vigila sul tuo cuore!

13 Febbraio 2019 Off Di Pasquale Giordano

Vigila sul tuo cuore! – Mercoledì della V settimana del Tempo Ordinario(Anno dispari)

Gen 2,4-9.15-17   Sal 103

+ Dal Vangelo secondo Marco(Mc 7,14-23)

Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo.

 

In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».

Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.

E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

Tutti ricordiamo il racconto del peccato delle origini del libro della Genesi e del gesto di Eva di mangiare il frutto proibito. Le conseguenze del gesto peccaminoso portano Adamo ed Eva prima a nascondersi l’uno all’altro e poi anche fuggire dalla presenza di Dio. A leggere bene la narrazione si vede che non è il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male a nuocere ma il gesto di prendere e magiare con l’intenzione di essere come Dio, senza Dio. Gesù spiega che il male che danneggia l’uomo non è ciò che mangia, ma l’intento per cui mangia. L’azione del mangiare è un paradigma di tutto il comportamento dell’uomo che può essere o espressione del bisogno di nutrirsi per crescere oppure il tentativo di divorare per ridurre l’altro a sé. Il sapiente biblico che ha elaborato il racconto della Genesi ha colto un nesso tra il disturbo dell’alimentazione e quello del comportamento; nell’uno e nell’altro caso entra in crisi il rapporto con se, con l’altro e con Dio. Quando l’azione del mangiare è espressione della cura della relazione con sé stessi, con l’altro e con Dio ci si nutre e si cresce, quando invece il mangiare diventa una forma di possesso, di accaparramento, di accumulo, di distruzione, di aggressività, allora ci si fa del male fino a morire.

Gesù ribadisce l’importanza della interiorità e della conoscenza e della gestione di sé. Il cuore rappresenta la sede dei pensieri, delle intenzioni da cui scaturiscono i comportamenti. È dal cuore che partono gli impulsi che sfociamo in azioni che rompono le relazioni di comunione, che inquinano i sentimenti e il linguaggio. Il cuore è il proprio io che si determina o nel coltivare la relazione con l’altro diverso da se per crescere insieme o nel ridurre l’altro a sé ingigantendo l’io orgoglioso e egoistico.

 

Signore Gesù, donami lo Spirito Santo della sapienza affinché possa riconoscere nel mio cuore il tuo pensiero e quello contrario di Satana. Ti chiedo la forza di smascherare l’inganno della falsa sapienza che illude di diventare come Dio senza Dio. Vieni in soccorso della mia debolezza quando prevalgono in me pensieri di superbia e orgoglio che si traducono in aggressività e rinnova il mio cuore perché da esso possano scaturire invece intenzioni di pace e comunione.

 

Auguro a tutti una serena giornata e vi benedico di cuore!