L’uso e l’abuso della parola

L’uso e l’abuso della parola

15 Giugno 2019 Off Di Pasquale Giordano

L’uso e l’abuso della parola – Sabato della X settimana del Tempo Ordinario(Anno dispari)

2Cor 5,14-21   Sal 102  

 

+ Dal Vangelo secondo Matteo(Mt 5,33-37)

Io vi dico: non giurate affatto.

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”; “No, no”; il di più viene dal Maligno».

 

Il giuramento è un impegno che viene suffragato dalle parole con le quali chiamiamo a testimoni qualcuno o qualcosa sopra di noi perché garantiscano la nostra credibilità. Gesù non sta certamente invitando a non sbilanciarsi nelle scelte, a non assumersi le responsabilità, a non prendere degli impegni, ma sta dicendo che tutto questo bisogna farlo non poggiandolo però sulle chiacchiere, ma sui fatti. Ogni relazione va radicata nel rapporto col Signore con il quale verificare e rafforzare il patto d’alleanza d’amore. La fede non va ostentata come fosse un distintivo o una divisa che conferisce autorità, ma va vissuta innanzitutto nell’intimo della coscienza nel cui laboratorio avviene la sintesi delle nostre parole e azioni verso gli altri. Il Libro dei Proverbi ricorda: “Nel molto parlare non manca la colpa, chi frena le labbra è saggio” (10,19). Il segreto per una comunicazione sana ed efficace tra noi è il parlare con il Signore con il quale usare tutti i registri del dialogo, dalla lamentazione, alla richiesta di aiuto, dalla lode alla supplica, dall’eucaristia all’invocazione della pietà. Allora il nostro modo di interagire non sarà un metterci allo specchio per parlarci addosso ma sarà un’esperienza di confronto nel quale la nostra credibilità non viene percepita dai ragionamenti, ma dal modo con cui guardiamo il nostro interlocutore. Gli occhi rivelano la disposizione del cuore verso l’altro.

 

Auguro a tutti una serena giornata e vi benedico di cuore!