La generazione malvagia è quella che non si rigenera

La generazione malvagia è quella che non si rigenera

12 Marzo 2019 Off Di Pasquale Giordano

La generazione malvagia è quella che non si rigenera – Mercoledì della I settimana di Quaresima

Gio 3,1-10   Sal 50  

+ Dal Vangelo secondo Luca(Lc 11,29-32)

A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona.

 

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:

«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.

Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.

Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

 

Gesù accoglie le folle che si accalcano con parole molto dure che svelano il motivo per il quale sono lì e hanno fatto anche un lungo cammino: esse cercano un segno. Gesù si sente ancora una volta “tentato” perché avverte il peso delle attese di chi vuole avere certezze, garanzie, soluzioni. Nel rapporto con Gesù, come in ogni relazione personale, non si deve caricare l’altro dei pesi delle nostre attese, anche se fosse in grado di portarli, perché significherebbe rappresentarcelo solo in funzione di noi stessi, mortificandolo. La malvagità stigmatizzata da Gesù non consiste in qualche azione o parola sbagliata, ma nella passività con la quale si affronta la vita in perenne attesa di ricevere. Una persona è malvagia quando non si rigenera, quando non si scomoda per incontrare l’altro per il solo piacere della sua compagnia, quando non accetta l’idea di dover e poter cambiare il suo punto di vista, il proprio modo di ragionare e di vivere. Dio si sottrae all’illusione di offrire facili e immediate soluzioni, di garantire privilegi e immunità, ma si fa trovare da colui che lo cerca con cuore semplice e puro, dona la sua grazia a coloro che ambiscono ad una vita più bella anche a costo di ferirsi, non si accontentano di un’esistenza tranquilla e comoda che rifiuta la fatica dell’amore. Tuttavia Gesù anticipa il segno che Dio sta per dare: è il segno di Giona, cioè il segno della sua morte e risurrezione. Il segno della Croce rivela l’amore di Dio gratuito e fedele. Questa è la vera garanzia che Dio ci offre, questo il sigillo al documento col quale s’impegna ad un amore eterno. La risurrezione ci apre la via della vita che passa attraverso la sofferenza offerta per amore.

 

Auguro a tutti una serena giornata e vi benedico di cuore!