La preghiera d’intercessione apre la porta alla Parola di Dio che sana

La preghiera d’intercessione apre la porta alla Parola di Dio che sana

15 Gennaio 2019 Off Di Pasquale Giordano

La preghiera d’intercessione apre la porta alla Parola di Dio che sana – Mercoledì della I settimana del Tempo Ordinario(Anno dispari)

Eb 2,14-18   Sal 104

+ Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,29-39)

Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie.

 

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.

Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».

E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

La prima giornata missionaria di Gesù è un sabato, per indicare che questo giorno (per noi la domenica) non è il giorno finale della settimana, ma il principio e il compimento del tempo. Iniziando ad annunciare il Vangelo di Dio, Gesù dice: questo è il tempo favorevole. Il sabato dunque vuole indicare non uno dei giorni, il giorno del Signore nel quale viene ad incontrarci. Iniziata nel luogo sacro della sinagoga, la giornata continua nella casa di Simone dove viene ospitato. Entrando in casa la prima persona che Gesù vuole incontrare è la suocera di Simone perché gli avevano detto che giaceva a letto inferma a causa della febbre. Se il centro della Sinagoga è la Parola di Dio attorno a cui si riunisce il suo popolo per essere purificato e nutrito, il cuore di quella casa modesta di pescatori è una donna anziana malata. Marco descrive il silenzioso incontro fatto di gesti eloquenti più di qualunque discorso; Gesù si accosta alla donna e, prendendole la mano, l’aiuta ad alzarsi dal letto. L’autorità dell’insegnamento di Gesù consiste nella potenza dell’amore di Dio veicolato dai gesti che danno senso alle parole. L’effetto immediato è la liberazione dalla febbre e la disponibilità a servire a tavola in quel giorno di festa. In questi gesti silenziosi è proclamata l’autorità di Gesù la cui forza consiste nel liberarci da ogni forza negativa che atterrisce, blocca, mortifica per far risorgere in modo di poter donare la vita ai fratelli. Immagino di come Simone abbia narrato a Gesù la forza di questa donna nel tirare su la sua famiglia e la disponibilità ad accogliere in casa sua lui, che da Betsaida si era trasferito a Cafarnao. Era una donna che aveva fatto tanto, ma che in quel momento era bloccata sul suo povero giaciglio di paglia. Viene da pensare a quanti sforzi e sacrifici hanno fatto i nostri genitori e, facendosi anziani, vedono venir mancare le forze e si abbattono. Oppure noi stessi potremmo lasciarci andare e farci sopraffare da paure e delusioni al punto di ritirarci nel nostro angolo e giacere sotto il peso della rassegnazione. La gratitudine e la compassione compongono la preghiera d’intercessione a Gesù per la donna anziana. Non hanno chiesto nulla, hanno solo parlato di lei. Potente è la preghiera d’intercessione perché essa permette l’incontro con l’unico Signore che può liberare dal male e dalla morte. La Parola di Dio possa entrare nelle case di ciascuno di noi attraverso la preghiera vicendevole nella quale presentiamo con umiltà e fiducia al Signore chi è nel dolore.

 

Auguro a tutti una serena giornata e vi benedico di cuore!